"Provincia di Lecco" del 10 novembre 2013

QUELLI DELLA SAE, GENI IN TUTA BLU

Un’associazione raggruppa gli ex colleghi di un’azienda che ha fatto storia.

Quando a Lecco dici SAE non c’è bisogno di aggiungere altro. Il pensiero va subito a quell’azienda che era un punto fermo della nostra città del ferro e che negli anni Sessanta occupava quasi duemila dipendenti.

La SAE, dopo aver installato i propri tralicci in tutto il mondo, ha chiuso la sua attività nel 1992. E di questa azienda non restano soltanto i manufatti, ci sono quegli uomini che in SAE ci lavoravano e che sono rimasti legati da un vincolo di amicizia.

 

Per questo, nel 2012, è nato il “SAE LECCO CLUB”, un’associazione che riunisce gli ex colleghi della storica azienda lecchese e che si è data una sua brava struttura organizzativa: Presidente onorario Luciano Marelli, Presidente esecutivo Carlo Canziani, che è a sua volta coadiuvato da un consiglio direttivo.                      

L’associazione ha anche un sito (www.saelecco-club.it) e periodicamente viene inviato agli oltre quattrocento soci il bollettino “SAEtta News”.

 

La prima concreta operazione del neonato Club è stata l’installazione in Viale Montegrappa, là dove sorgeva la SAE, del monumento in ricordo dell’azienda: un palo di oltre quattro metri in lamiera acciaio corten, assemblato con 522 bulloni. Sul basamento si trovano tre targhe celebrative; una di queste recita: “Su questo terreno, fra il 1938 e il 1992, nacque e prosperò la prestigiosa ditta SAE Lecco (Società Anonima Elettrificazione), industria leader mondiale nella realizzazione di linee per il trasporto dell’alta tensione, frutto e orgoglio dell’ingegno dei suoi uomini che, con la loro operosità, hanno contribuito alla ricostruzione post-bellica del Paese, allo sviluppo sociale e industriale del lecchese, al benessere di migliaia di famiglie ed al riconosciuto prestigio internazionale, grazie al mitico marchio SAE diffuso in ogni angolo della Terra”.

Parole che non sono solo di circostanza ma che inquadrano perfettamente quella che è stata la SAE per Lecco e quello che ha significato per chi vi ha lavorato.

Proprio quell’ambiente ha consentito di coltivare rapporti di amicizia che continuano tuttora.

 

E l’associazione “SAE LECCO CLUB” vuole, tra le altre cose, far conoscer proprio gli “uomini SAE”, che si sono distinti per l’impegno sociale o in attività artistiche o letterarie, “proponendo ad esempio ai giovani – si legge in una comunicazione dell’associazione – e quali testimoni di un glorioso passato, vissuto all’insegna del cosiddetto “spirito della SAE”, che consisteva in una grande passione per il proprio lavoro, svolto con abnegazione, in amicizia e solidarietà, praticate non solo in azienda ma anche nella società”-

 

Ed in effetti sono molti gli “ex SAE”, che si sono distinti per le loro attività in diversi campi. Primi fra tutti i fratelli Gerolamo e Angelo Fontana. Il primo è presidente dello Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) delegato Telethon della Provincia di Lecco. Il fratello Angelo è fondatore e presidente della Polisportiva Monte Marenzo. Alla SAE ha lavorato Carlo Scola, padre dell’Arcivescovo della Diocesi di Milano, Cardinal Angelo Scola, così come Andrea Zecca, in SAE dal 1947 al 1974, è padre di Luciano, celebre concertista d’organo- Numerosi sono coloro che si sono impegnati in politica; Carlo Canziani è stato sindaco di Valgreghentino, Lino Artusi sindaco di Crandola, Antonio Gilardi, sindaco di Olginate, come Italo Bruseghini, che ha poi rivestito importanti incarichi alla Provincia di Lecco.

Anche l’arte ha avuto i suoi protagonisti in Vittorio Martinelli e Edgardo Ferroni, mentre nel campo della cultura popolare si è distinto Amanzio Aondio, autore, con Felice Bassani, di un libro molto noto come “Dialetto da salvare”.

 

Il vice-presidente di SAE LECCO CLUB, Romano Valsecchi, è titolare i una delle aziende del pool che ha realizzato e messo in opera, 231 metri, la guglia sul grattacielo Unicredit a Milano, che lo ha reso l’edificio più alto d’Italia.

 

Infine, va citato Antonio Giusti, presente tra i 200 espositori della”Prima fiera europea Make Faire Rome”, svoltasi nel mese di ottobre nella capitale. Un segno, quella sua presenza, di grande valore, visto che gli espositori sono stati scelti in tutta Europa tra oltre un migliaio di richieste.

 

In sintesi possiamo dire che lo spirito SAE continua ad agire e distinguersi, a dimostrazione della qualità degli uomini che in quell’azienda hanno lavorato.

 

                                                                                           Gian Franco Colombo

 

Dal quotidiano “La Provincia di Lecco” di Domenica 10 novembre 2013

 

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