Un Monumento celebrativo nel ricordo di "SAE LECCO e dei suoi Uomini"

S

ono questi i testi delle tre targhe che collocate alla base del monumento inaugurato il 17 giugno 2012 (nel giorno anniversario della fondazione della Società Anonima Elettrificazione S.p.A., avvenuta ottantasei anni prima) in un’area di Viale Montegrappa, nel quartiere lecchese di Acquate, dove un complesso residenziale è sorto sulla stessa area fino a pochi anni prima occupata dai capannoni della storica azienda lecchese.

 

La terza targa, significativamente, è quella storica con il nome dell’azienda, “Società Anonima Elettrificazione S.p.A.”, già posta all’ingresso principale in corso Promessi Sposi, unico frammento salvato dalla demolizione degli edifici industriali.

  

L’iniziativa è dell’Associazione SAE LECCO CLUB, costituita per promuovere attività di carattere solidale, culturale,sportivo, ricreativo e turistico finalizzate anche alla memoria e alla divulgazione della storia dell’azienda SAE che per oltre mezzo secolo ha portato il nome di Lecco in ogni angolo del mondo, facendo della città tra il lago e il Resegone la “capitale” mondiale dell’elettrificazione, con la sua produzione di carpenterie metalliche sia per elettrodotti ed impianti elettrici, che per torri radio e radar. Nel periodo di massima espansione, la SAE, mantenendo a Lecco il suo maggiore stabilimento con annessa una stazione permanente, unica in Europa ed una delle poche al mondo, per il collaudo sistematico delle strutture metalliche di sua produzione, ha avuto altre sedi in Italia e collegamenti diretti all’estero con 15 società.

Un complesso tecnico industriale che occupava in Italia una forza media complessiva di 3000 persone – 1800 nella sede di Lecco – e altre 2000 nei cantieri all’estero, dall’Europa all’Asia e all’Africa, dalle Americhe all’Australia e all’Oceania.

 

La SAE era diventata famosa in tutto il mondo per l’interesse suscitato dall’attraversamento elettrico dello stretto di Messina, con campata unica di 3645 metri. Opera alla quale fu conferito, nel 1957, il premio istituito dall’Associazione nazionale ingegneri e architetti italiani per la migliore opera di ingegneria elettrotecnica realizzata in Italia nell’ultimo settennio. E proprio alle strutture metalliche che, ancora oggi, tengono vivo il nome della SAE in ogni angolo del mondo, fa diretto riferimento il Monumento celebrativo.

 

Per realizzarlo, l’Associazione SAE Lecco Club, che raccoglie un consistente numero di ex dipendenti SAE, non ha avuto bisogno di ricorrere ad uno scultore: alla progettazione hanno infatti provveduto ex componenti di quell’ufficio tecnico lecchese che, come si legge nelle pagine di «Storia della SAE e dei suoi uomini», è stato uno dei punti di forza dell’azienda.

 

Il monumento ai lavoratori SAE, voluto e progettato da loro stessi con un particolare ricordo dei Colleghi Caduti (34 le vittime sul lavoro nello stabilimento di Lecco), sarà così una ulteriore testimonianza della costante cura di esaltare le qualità del “prodotto SAE” con ogni strumento, nella convinzione che solo chi conosce e comprende le vicende più profonde di un territorio può utilizzarne al meglio ogni capacità.

 

Forse c’è ancora qualcuno che ricorda la dimessa Officina Fratelli Milani, che ancora ai tempi della guerra d’Abissinia si vedeva sulla riva destra del torrente Caldone, guardando dal ponte di viale Montegrappa, ai piedi della chiesa di Acquate. La Società Anonima Elettrificazione S.p.A. era stata fondata un decennio prima, esattamente il 17 giugno 1926, allo scopo di partecipare alla elettrificazione della linea ferroviaria Bolzano-Brennero.

 

Dopo aver favorevolmente eseguito tale lavoro e in seguito l’elettrificazione di altre linee, la SAE estese la sua attività anche alla costruzione di elettrodotti e innovative sottostazioni elettriche utilizzando, in parte, strutture metalliche fornite dalla ditta Milani.

 

Nel 1938, prospettandosi nuove importanti possibilità di sviluppo, la SAE decise di iniziare in proprio la produzione di carpenteria metallica leggera e l’Officina Fratelli Milani, rilevata a tale scopo, costituì il nucleo attorno al quale si andò progressivamente sviluppando il complesso industriale di Lecco che si estese su un’area di circa 60 mila metri quadrati, dei quali oltre 40 mila coperti, tra i quartieri di Acquate, Germanedo, Olate, Bonacina e per ultimo Chiuso.

 

L’Opera Monumentale simboleggerà nel tempo questo modello di vita e di lavoro. L’hanno voluta i protagonisti affinché la storia vera, vissuta da loro, non sia più un qualcosa di tramandato oralmente e destinato a perdersi nel tempo, ma un’opera perenne, una memoria per l’intera comunità lecchese, da cui tutti potranno attingere una autentica lezione esemplare di vita sociale.

                                          

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