Incontro con Francesca e Andrea  del 21. 06. 2014

 

Andrea Palmieri, un ragazzo poco più che  ventenne, alcuni mesi or sono, girovagando fra le bancarelle di un “mercatino delle pulci” di Bologna, casualmente, in una pila di vecchi libri, scoprì un volume dal titolo “La storia della SAE e dei suoi Uomini”.  La “SAE”: un acronimo da sempre evocato con rispetto dall’intera sua famiglia.  Nello sfogliare il libro,  notò che in una pagina  era pure citato il nome del proprio nonno Alfonso Palmieri, un uomo che  alla “SAE” ha dedicato  gran parte della propria vita lavorativa.

Senza indugio, Andrea,  decise di comprarlo,  per  farne regalo all’anziano progenitore.

 

Il giovane Palmieri, abitante a Porretta Terme (BO), fin dall’infanzia fu affascinato dalle storie e dagli aneddoti raccontati, in termini entusiastici, da nonno Alfonso Palmieri  che,  per oltre trent’anni,   operò nei cantieri  di montaggio di SAE Bologna sparsi per il mondo.  Desideroso di approfondire la conoscenza sul tanto decantato spirito della  “grande famiglia della SAE”, Andrea, decise di affidare le proprie ricerche ad  “internet” che in breve lo portò a scoprire il nostro sito e la nostra attività.   Conseguentemente furono allacciati fitti rapporti di vera amicizia col nostro sodalizio che si concretizzarono con la sua preziosa collaborazione nel realizzare una copia “digitale” del  prezioso volume, ormai irreperibile, rendendolo così accessibile, per mezzo del nostro sito web,  a quanti desiderassero conoscere la storia della gloriosa “SAE”. 

 

Sabato 21 giugno 2014, finalmente avemmo modo di conoscere Andrea, accompagnato dalla sua graziosa ragazza Francesca che,  giunti a Lecco, vollero trascorrere con noi due giorni di  serena amicizia.  Il nonno Alfonso, ultranovantenne, aveva espresso il desiderio di ritornare a Lecco in compagnia dei due ragazzi, per rivedere i luoghi  dove aveva operato negli  anni ’50,  quando si montarono i nuovi capannoni ad Acquate, ma alcuni acciacchi dovuti all’età  avanzata ne hanno sconsigliato il viaggio.

 

Perché ci siamo soffermati su questo episodio? 

Semplicemente perché vorremmo che lo stesso “spirito” che ha animato Andrea e Francesca si diffondesse fra i nostri figli e nipoti, cui vorremmo poter affidare  il testimone di questa  nostra iniziativa, sorta dalle ceneri della grande “SAE”,  dove  i sentimenti  di Amicizia, Solidarietà e Collaborazione sono “sopravvissuti al tramonto di un mito”, grazie soprattutto allo spirito della  “grande famiglia della SAE” che è rimasto in tutti noi.

 

Di seguito alcune immagini a ricordo dell’incontro.

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