Da un resoconto dell'epoca...

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La costruzione delle Torri fu impresa delicata.  Lo stesso direttore dei lavori Francesco Monduzzi ne seguì per mesi la messa in opera mentre l'Ing. Franco Bianchi in persona  teneva dietro alla tesatura dei conduttori.  Le due Torri alte 224 metri, capaci ognuma di sostenere sei conduttori distanti fra loro 25 metri (nemmeno col vento più forte possono toccarsi nel mezzo della campata che misura 3646 metri), possono resistere oltre che alle sollecitazioni di un vento da 150 Km/h a quelle di un terremoto del grado X° della scala Mercalli.  Eleganti, funzionali, con apertura delle braccia superiori di 50 mt. e di quelle inferiori di 75, furono montate in 5 mesi.

 

Per salirvi bisogna fare 1114 gradini, oltre ai 50 delle fondazioni.  I primi 995 sono superati grazie ad un elevatore della portata di 500 Kg. che porta in 9 minuti alla mensola inferiore ove è installato un argano con due tamburi per manovra  e sollevamento.  Munite di aerofaro alla sommità e con fuochi rossi lungo il fusto, schermati per non confondere i naviganti, hanno mensole fornite di rampe levatoie mediante le quali è possibile accedere ai conduttori non in tensione.

 

Le fondazioni, sulle due sponde, con un corpo a struttura scatolare a forma di croce, sono gigantesche e diverse. Quella della Torre Sicula, data la natura del terreno, si appoggia su quattro cassoni indipendenti che si spingono sino a 18 metri sotto il livello del mare, quella Calabra si appoggia sulla roccia direttamente in un profondo scavo.

 

Difficile fu la tesatura dei conduttori: si trattava infatti di stenderli senza far toccare loro l'acqua; operazione complessa realizzata in tempi successivi e complicata dal''improvviso passaggio di una petroliera che non ebbe ad osservare i segnali di divieto che da giorni bloccavano lo Stretto.

 

Le operazioni iniziate il 15 luglio e la cui fine era prevista per il 30, furono terminati invece, come è scritto sul "Giornale Lavoro", solo alle ore 15:40 del 22 settembre 1955 con l'ormeggio dei conduttori sulle due sponde.

 

Qualche mese dopo, esattamente il 27 dicembre 1955, l'elettrodotto entrava in servizio, ma la gioia di tutti coloro che vi avevano lavorato sia a Milano che a Lecco, Napoli, Cantiere "Calabria" e "Cantiere "Sicilia" era offuscata dal triste ricordo di due Caduti sul lavoro: i dipendenti Bellotti, morto sulla Torre Calabra, e Vittorio Carbone deceduto lavorando su quella Sicula.   (....) 

 

Dal volume "Storia della SAE e dei suoi Uomini"  di Corrado Pizzinelli (pag. 79)

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